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PROFESSIONISTI ALL'ATTACCO DI VELTRONI
L'appello del presidente di Confprofessioni al segretario del Pd.
«C'è una fetta d'Italia che nel programma del Partito Democratico non esiste. Abbiamo letto con estrema attenzione il documento presentato a Roma il 25 febbraio scorso del segretario del Pd, Walter Veltroni, e spiace constatare che i liberi professionisti, un comparto produttivo con oltre 4 milioni di operatori che producono il 12,5% del Pil nazionale, siano stati completamente ignorati da uno dei principali partiti candidati alla guida del Paese». Duro attacco sulla stampa da parte di Gaetano Stella, presidente della Confprofessioni, al documento programmatico di governo di Walter Veltroni.
Il numero uno della Confederazione dei professionisti, che riunisce 16 organizzazioni associative nei comparti dell'economia/lavoro, sanità/salute, ambiente/territorio e diritto/giustizia, rincara la dose sottolineando come «il programma del Pd, in alcuni punti condivisibile, preclude qualsiasi iniziativa del governo sul fronte del riordino del sistema professionale italiano, ingessato da almeno dieci anni». Ma Stella va oltre la diatriba della riforma delle professioni: «i numerosi interventi annunciati sul fronte dell'economia, della giustizia, delle infrastrutture e della salute pubblica si possono realizzare soltanto con le idee, le competenze e la piena collaborazione dei professionisti. Evidentemente, un'Italia del sapere e della conoscenza non si può fare».
CONTRATTI DI INSERIMENTO ANCHE NEGLI STUDI PROFESSIONALI
Il via libera dell'Inps all'istituto contrattuale ha accolto le richieste della Confprofessioni.
Che mette a segno un altro punto a tutela degli studi professionali.
Il 7 novembre scorso, durante l'audizione sul Ddl di attuazione del Protocollo sul Welfare alla Camera, Confprofessioni lo aveva detto chiaramente: «allargare i contratti d'inserimento anche agli studi professionali». E adesso arriva il via libera. Infatti, l'Inps, con la circolare n. 10 del 28 gennaio 2008, ha esteso la possibilità di stipulare i contratti d'inserimento lavorativo anche agli studi professionali, qualora siano organizzati in forma di impresa. All'articolo 3 si precisa: «gli studi professionali non rientrano tra i soggetti ammessi alla stipula del contratto di inserimento/reinserimento, neanche se costituiti in forma associata. Tutto ciò premesso, considerando che il legislatore ammette a detto istituto contrattuale in via generale le imprese - ex art. 54, c. 2, lett. a del D. lgs n. 276/2003 - si ritiene che anche gli studi professionali, qualora organizzati in forma di impresa, possano accedere alla stipula dei contratti di inserimento e alla fruizione dei connessi incentivi».
L'estensione riguarda, quindi, gli studi professionali organizzati in forma d'impresa, ovvero gli studi che si dotano di una struttura organizzata, che si avvalgono di collaboratori, utilizzano supporti informatici e tecnologici e forniscono servizi non strettamente legati alla prestazione dell'attività intellettuale del singolo professionista. Quanto espresso dalla circolare dell'Inps rappresenta un atto dovuto al fine di garantire anche agli studi professionali condizioni adeguate all'espletamento di specifiche e nuove funzioni.
CONFPROFESSIONI APPROVA IL NUOVO STATUTO
Il Consiglio Generale di Confprofessioni nella riunione del 20 febbraio 2008 ha rinnovato lo Statuto. Nel prossimo numero, l'editoriale del presidente Gaetano Stella commenterà le importanti modifiche apportate, considerate necessarie al fine di interpretare sempre meglio le esigenze dell'intero comparto, forza trainante dell'economia del nostro Paese. Il Consiglio ha inoltre nominato nuovo membro della Giunta Esecutiva, l'avvocato Ennio Bucci, che subentra al dimissionario dott. Andrea Biekar. Bucci, bergamasco d'origine e sindaco di Dalmine per due mandati, è titolare di uno studio legale e vanta una carriera politica e di rappresentanza di rilievo. Dopo la laurea in legge, conseguita presso l'Università Statale di Milano, frequenta l'Istituto di Politica Internazionale (I.S.P.I.) di Milano, e consegue il diploma presso il Collège d'Europe di Bruges in Belgio. Funzionario del Conseil de l'Europe di Strasburgo negli anni 1972-1973, è stato componente del Direttivo dell'Associazione Nazionale Forense dal 1999 al 2007. Dal 2007 è Presidente dell'Associazione Provinciale Forense di Bergamo. |
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