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È NATA CONFPROFESSIONI SÜDTIROL-ALTO ADIGE
La Confederazione cresce ancora. Otto a oggi le delegazioni regionali
Il 19 settembre è stata costituita a Bolzano la delegazione di Confprofessioni Alto Adige. Non si arresta il piano di sviluppo di Confprofessioni. Dopo Veneto, Piemonte, Toscana, Abruzzo, Sardegna, Campania, e il maggio scorso Lombardia, la Confederazione lancia la delegazione regionale Alto Adige. Alla firma dell'atto costitutivo e dello statuto erano presenti il presidente nazionale Gaetano Stella, il tesoriere Marco Natali, e i 12 soci fondatori in rappresentanza delle rispettive sigle confederate: Leonardo Roperti (ALA - architetti), Giuliano Righi (ANCL - consulenti del lavoro), Franco Tamiazzo (ANDI - dentisti), Gianni Lanzinger (ANF - avvocati), Maurizio Cornali (ANMVI - medici veterinari), Angelo Finelli (Federnotai), Luigi Rubino (FIMMG - medici), Mariagrazia Rigobello (PLP - psicologi), Giovanni Romano (S.N.R.C. - ragionieri), Barbara Giordano (UNGDC - dottori commercialisti), Filippo Forest (UNAGRACO - ragionieri commercialisti) e Josef Tschöll per VSF (Vereinigung Südtiroler Freiberufler). Neoeletti per la giunta esecutiva sono lo stesso Josef Tschöll, presidente; Giuliano Righi, vice presidente; Angelo Finelli, Leonardo Roperti e Luigi Rubino, come consiglieri. Il collegio dei revisori sarà composto da Barbara Giordano, Giovanni Romano e Marco Natali (presidente).
Per celebrare l'avvenimento nel pomeriggio si è tenuto il convegno dal titolo "Il quadro evolutivo dei rapporti di lavoro tra manovra estiva e libro verde sul welfare", promosso da Confprofessioni in collaborazione con l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, il Centro Studi Internazionali e Comparati Marco Biagi e Koinè (Società Cooperativa di Servizi Professioni Economico-Giuridiche). Ricchissimi gli spunti di riflessione emersi dagli interventi di Alessandro Corvino, avvocato membro della Commissione di Certificazione dell'Università di Modena a Reggio, e del prof. Michele Tiraboschi, docente di Diritto del Lavoro presso il medesimo ateneo, nonché consulente del ministro Sacconi. Tiraboschi ha sottolineato "la necessità di una riforma del sistema delle relazioni industriali che abbandoni l'attuale modello conflittuale e di un diritto del lavoro più sostanziale e meno incentrato sul formalismo"; Corvino ha puntato invece l'attenzione sul progetto di riforma delle controversie di lavoro uno dei temi chiave del disegno di legge "Sacconi".
Abbiamo chiesto al neoeletto presidente, Josef Tschöll, di evidenziare le motivazioni e le opportunità che hanno portato alla costituzione della nuova delegazione.
Presidente, con la fondazione della Confprofessioni Alto Adige/Südtirol la Confederazione amplia la propria capillarità sul territorio italiano. Come si è arrivati a questo nuovo traguardo?
Certamente è frutto di una lunga e intensa collaborazione fra i professionisti locali e la Confprofessioni nazionale. I primissimi passi li abbiamo compiuti già nel 2004, l'attuale vice presidente Giuliano Righi ed io, e il cammino è stato lungo per le specificità della nostra area, una provincia autonoma in una regione a statuto speciale.
Quali per esempio le criticità? e quali le soluzioni trovate?
Trovare una soluzione adatta a una realtà bilingue e particolare come la provincia autonoma di Bolzano non è stato facile. Con grande spirito di collaborazione e lungimiranza si è deciso di far entrare nella delegazione regionale anche la locale associazione delle libere professioni, la "Vereinigung Südtiroler Freiberufler", che rappresenta i liberi professionisti iscritti agli albi professionali di madrelingua tedesca.
Si tratta di una sorta di "Confprofessioni tedesca"?
Sì, è un'associazione interdisciplinare, costituita nel 1989 in rappresentanza di 15 gruppi professionali nei settori economia, diritto, tecnica, ambiente e sanità, molto attiva a livello locale. Escludere una realtà così importante avrebbe significato tenere fuori dalla porta i professionisti di madrelingua tedesca. Con una delibera ad hoc Confprofessioni ha quindi preso atto della specificità della situazione, legata al bilinguismo e allo statuto di autonomia, e ha permesso l'ingresso della "Vereinigung" a Bolzano. L'atto costitutivo e lo statuto firmati il 19 sono stati redatti in italiano e in tedesco.
Quali i passi nel prossimo futuro?
Terminata la fase costitutiva si passerà all'accreditamento come parte sociale presso gli uffici della provincia autonoma di Bolzano. La Confederazione potrà quindi sedere a pieno titolo ai tavoli della concertazione della provincia e fare molto per i professionisti sia a livello locale che nazionale. Si aprirà quindi un serrato dialogo con i sindacati su alcuni temi chiave, dall'apprendistato alla contrattazione territoriale. Soprattutto l'apprendistato (di primo, secondo e terzo livello) è una materia molto importante per le libere professioni e un settore dove lo statuto di autonomia riserva a Bolzano competenze legislative secondarie. In materia di formazione professionale, poi, le sue competenze legislative sono addirittura primarie. Si tratta dunque di un tema sul quale maturare scelte, programmi e iniziative. Il cammino è di nuovo lungo, ma la nuova delegazione è pronta ad affrontarne tutte le tappe.
Josef Tschöll, è consulente del lavoro e fondatore dello Studio associato Rainer-Steckholzer -Tschöll di Vipiteno (BZ). Collabora alla Guida al Lavoro de Il Sole 24Ore ed è membro della Commissione Principi Interpretativi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. E' autore del libro Guida Pratica Lavoro Atipici & Flessibili (Handbuch zur Reform des Arbeitsmarktes), pubblicato in versione italiana e tedesca. |
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