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TOGHE, CAMICI & CO. |
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INTO THE WILD.
Un estremista che fugge, un viaggiatore esteta che cammina solo, per non essere più avvelenato dalla civiltá e perdersi 'nella natura selvaggia”.
Il film, ispirato al libro-inchiesta Nelle terre estreme, scritto nel 1996 da Jon Krakauer e uscito a puntate nel '93 sul mensile Outside Magazine, racconta la storia vera di Christopher McCandless: il suo viaggio da Atlanta fino al Denali National Park nel cuore dell'Alaska. Un capolavoro di Sean Penn regista, che ha atteso dieci anni il consenso dei genitori di Chris. Appena laureato alla Emory University di Atlanta, il giovane lascia le false veritá della famiglia e parte per un viaggio di due anni diretto in Alaska, alla ricerca della sua vera identitá, del suo vero nome, "non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, datemi la veritá!". Facendosi chiamare Alex Supertramp (Supercamminatore), attraversa in autostop e su vagoni merci il South Dakota, l'Oregon, la California; su un kayak discende il fiume Colorado e rientra negli Stati Uniti dal Messico. Suoi unici compagni di viaggio, i libri di Tolstoy, Henry Thoreau e Jack London.
A guidare lo spettatore del film, la dolcissima voce narrante della sorella, che ne rivela i segreti e la sofferenza, e spezza, con la sola complicità di una straordinaria colonna sonora, il silenzio delle elegiache inquadrature. Distese di cielo e acqua, interminabili panorami di deserti e ghiacciai; primi piani d'insetti, granchi, serpenti, gufi; stormi di gabbiani in controluce, mandrie di cavalli in corsa, branchi di alci e lupi. Un film-documentario girato dalla commozione del regista, che anche grazie fascino della fotografia di Eric Gauthier, rapisce lo spettatore in una visione estatica.
Tutte le persone che Alex incontra lungo il viaggio non ne frenano la fuga, non riescono a colmare il vuoto degli affetti familiari, pur offrendogli la reale possibilità di una nuova identità, attraverso una proposta di adozione...un'occasione che egli respinge, o rimanda. Alex rifiuta ogni legame e per nulla al mondo rinuncia all'Alaska, all'urgenza d'appartenere a qualcosa di più grande, alla totale osmosi con la natura, alla verità di una solitudine piena, all'illusione del bastare a se stessi, "soli davanti alla pietra ceca e sorda, senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa".
Un inno a braccia alzate alle infinite potenzialitá dell'uomo, fermate solo dal delirio d'onnipotenza. Raggiunta la meta con gli occhi colmi di lacrime di gioia, rimasto a lungo solo, Chris rinasce; matura allora il desiderio di tornare, lasciare la terra del ghiaccio, e vivere una nuova vita. Ma, non tutto è nelle nostre mani, il tempo dei desideri non sempre coincide con il tempo della vita e della natura, ed egli è costretto a rimandare e rimanere nell'autobus abbandonato, la sua casa in Alaska. Fa trasalire il finale: la storia vera racconta che McCandless morì divorato da un orso; nel film un orso risparmia Alex, ormai ridotto pelle e ossa. Egli muore per rispondere ad un bisogno primario: la fame. Si avvelena mangiando erbe selvatiche, che non sa essere velenose. La natura non tradisce Chris (l'orso non lo azzanna); gli restituisce però l'insegnamento che cercava: la libertá da tutto e da tutti è un'aspirazione idealista, l'uomo non basta a sé stesso. Sperimentando l'assoluta impotenza, di fronte all'inevitabilitá della morte, finalmente capisce. Lasciandosi morire, nel gelo di quella terra tanto amata, "fragile come un cristallo", guarda il cielo squarciato dalla luce di un sole accecante, e col cuore finalmente abbraccia sua madre e suo padre. Riconciliandosi con la sua identitá passata (l'ultimo messaggio che lascia è firmato Alex e Chris), esala l'ultimo respiro, solo allora veramente libero."Quando si perdona si ama, e quando si ama la luce di Dio scende su di noi". |
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