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TOGHE, CAMICI & CO. |
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CHIAMATA IN APPELLO PER IL GIUDICE CAROFIGLIO
Gianrico Carofiglio, magistrato barese antimafia, oggi scrittore di fama internazionale. Nel 1997 la svolta, quando pubblica Il controesame, un piccolo manuale di tecnica dell'interrogatorio giudiziario. Nessuna trama; solo i racconti di testimoni e imputati nei verbali degli interrogatori, e un'acuta analisi delle loro contraddizioni per la risoluzione dei casi. Ma la capacità narrativa del giudice di Bari è tale da generare un inaspettato successo presso il grande pubblico. Seguono i romanzi che lo consacrano autore di bestseller: Testimone inconsapevole (2002), Ad occhi chiusi (2003), Il passato è una terra straniera (premio bancarella 2005), Ragionevoli dubbi (2006); e Il controesame, riedito nel 2007 con il titolo L'arte del dubbio, diventa un'avvincente antologia di racconti giudiziari. Dello stile incisivo di Carofiglio convince la capacità di trasformare il genere del legal thriller americano firmato Grisham, in un giallo d'aula, italiano e straordinariamente vero.
Fin qui dunque la cronaca di un "caso" letterario.
L'antefatto: l'attenta riflessione del magistrato barese sulle riforme del codice di procedura penale dal 1989, che hanno accentuato la competizione investigativo-probatoria e il ruolo del pubblico ministero, e fatto del difensore non solo un esperto di leggi e cavilli (un Azzeccagarbugli di manzoniana memoria), ma, con le più recenti integrazioni - ex art. 327 bis c.p.p. introdotto dalla legge n. 397 del 2000 - anche un detective (un Perry Mason americano).
Il rito accusatorio. I romanzi di Carofiglio catturano proprio per il ritmo incalzante del "rito accusatorio", in cui avvocato e pubblico ministero interrogano e controinterrogano i testimoni fino al colpo di scena finale. Sullo sfondo, una lucida analisi del "giusto processo", i cui principi dal 1999 sono norma costituzionale - ex art. 111 Cost. II° e III° comma. In primo piano, il protagonista, l'avvocato Guido Guerrieri, secondo il Times "un personaggio meravigliosamente convincente". E dall'arringa affiorano la sottile ironia e l'ammonimento contro ogni forma di pregiudizio e giustizia sommaria. Perché l'aspirazione alla verità è irrinunciabile e ogni qual volta da essa ci si allontani non si può che sconfinare nell'illimitato e inutile regno del probabile o del possibile, o quel che è peggio, dell'opinabile; allora ogni giudizio si tinge di arbitrio e ogni narrazione è solo fiction.
Dal romanzo alla fiction al giallo in bianco e nero. Ma l'indagine del magistrato barese sul sistema del processo e dell'inchiesta giudiziaria supera anche la prova Tv: e il film televisivo L'Avvocato Guido Guerrieri (andato in onda tra la fine del 2007 e il 2008 su Canale 5), conquista anche quella grossa fetta di pubblico che si appassiona ai processi, quelli veri, anche al di là dello schermo. Del resto quella di Carofiglio è anche un'esplorazione fra i generi della letteratura e della narrazione: del 2007 è la pubblicazione di Cacciatori nelle tenebre, un romanzo noir a fumetti, disegnati per lui dal fratello architetto. Il giallo trascolora nel bianco e nero, e il legal thriller si fa graphic novel. Il protagonista è un comprimario di Guerrieri, l'ispettore di polizia Tancredi, impegnato in un agghiacciante caso di pedofilia e traffico di bambini. Ancora una volta il punto di partenza è l'incertezza che il nostro diritto genera nella società se si perde nelle lungaggini della burocrazia, della politica, delle aule di giustizia; perché la sospensione ha senso solo come atto di coscienza dell'inevitabilità del male, ma l'aspirazione della giustizia è porvi, se non una fine, almeno un "termine”, attraverso la sentenza.
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