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FARE SQUADRA? A NOI BASTA FARE RETE
Il Libero Professionista lancia la campagna «Una mail per la professione».
Per promuovere la nostra categoria e diffondere una coscienza libero-professionale
Un anno fa, di questi tempi, l'Italia scopriva il nuovo verbo. All'assemblea generale della Confindustria, l'allora presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo, aveva coniato un 'innovativo” slogan che poi è passato sulla bocca di tutti: politici e alti prelati, capitani d'industria e terzini di fascia, giornalisti, nani e ballerine. «Fare squadra». Uno che se ne intendeva, come Charles Darwin, diceva che la sopravvivenza della specie è legata alla sua capacità di adattarsi ai cambiamenti. Ora, senza scomodare i trattati evoluzionisti e tutta la prosopopea confindustriale, anche noi de Il Libero Professionista abbiamo deciso di «Fare squadra»; anzi, meglio vogliamo «Fare rete».
Perché ci è saltata in mente questa follia? Non è colpa nostra. Ma vostra. La newsletter Il Libero Professionista è l'house organ di Confprofessioni e, numero dopo numero, riceve sempre più ampie espressioni di consenso e gradimento tali che in redazione «ci siamo montati un po' la testa» e abbiamo deciso di esagerare, portando il nostro impegno oltre le mail dei circa centomila colleghi, nostri affezionati lettori. Siamo fermamente convinti che Il Libero Professionista possa interessare un più vasto pubblico.
Hai detto niente. Ma come si fa? Qui entra in gioco il nostro concetto di «Fare rete» con quello che l'evoluzione tecnologica ci mette a disposizione. Abbiamo deciso, infatti, di lanciare la campagna «una mail per la professione», invitando tutti i Centri di raccolta dati delle libere professioni a inviarci gli indirizzi di posta e-mail vostri e dei vostri iscritti, dei vostri referenti e amici, dei politici e delle persone a cui pensate possa interessare o essere utile la lettura della nostra newsletter.
Vogliamo «Fare rete» per raggiungere quanti più soggetti possibili per promuovere la diffusione e l'attenzione verso la nostra categoria e le sue problematiche, ma anche per creare e diffondere una coscienza libero-professionale che altrimenti vedrà i professionisti soccombere sotto i colpi di mano di manovratori ed opportunisti che abbondano in ogni legislatura. |
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