Newsletter Confprofessioni N. 2 - 6 marzo 2008
   
 
TOCCA A NOI CAMBIARE IL MONDO
 
PERCHÉ IL CAPITALE ECONOMICO-INTELLETTUALE RIMANE IN PANCHINA?
I professionisti muovono gli ingranaggi della politica, dell'economia e del sociale. Eppure sono tenuti nelle retroguardie. È arrivato il momento di mettersi in prima linea.


La supponente miopia dei governi succedutisi nelle ultime legislature, fatti di una politica che esaurisce in sé stessa i propri progetti e bada solo a perpetuare la propria esistenza, insiste volutamente nell'ignorare componenti dinamiche e forze attive del Paese, limitando le relazioni sociali ai soliti interlocutori. Lo stesso Franco Marini, nell'assolvere al mandato esplorativo per la formazione di un nuovo governo dopo la caduta dell'esecutivo di Romano Prodi, si è precipitato a convocare Industriali e Sindacati, dimenticando che innovazione e crescita sociale non sono esclusive di questo ormai logoro binomio. Tutt'altro. A fronte di un endemico ristagno del comparto produttivo, i maggiori tassi di crescita, sia sul fronte occupazionale che di sviluppo, si sono registrati in quelle attività intimamente connesse ai liberi professionisti, all'"economia della conoscenza" che sorregge e indirizza le altre economie produttive.
Il capitale intellettuale rappresentato dai liberi professionisti indica nell'interdisciplinarietà tecnico-economica il modello di relazione capace di alimentare la competitivitá del Paese per i prossimi anni. Ma se l'Italia rimarrà ancorata a obsoleti schemi di crescita, è destinata inevitabilmente a perdere posizioni a vantaggio di altri Stati dove massicci investimenti nell'istruzione, nell'innovazione e nella ricerca premiano le capacità, le competenze e la creatività dei «lavoratori del sapere».
Oggi, i liberi professionisti sono pronti a mettere in gioco un capitale umano adeguatamente preparato, in ambienti relazionali aperti, dotato di nuove competenze in grado di integrarsi con strutture consolidate fino provocarne un auspicabile salto di qualità.
Vogliamo, per essere chiari, sedere ai tavoli che contano e parlare nell'interesse generale dell'Economia e delle Imprese, della Qualità della vita e dell'Ambiente: abbiamo uomini, progetti e capacitá per dare energia e valore al sistema Italia.
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