Newsletter Confprofessioni N. 2 - 6 marzo 2008
   
 
MENEINFISCO
 
DE MINIMIS NON CURAT

L'abbiamo già detto: il nuovo regime contabile dei minimi molto probabilmente avrà l'effetto di incentivare, ove non provveda la crisi economica, la riduzione dei compensi dichiarati.
Per rinfrescarci la memoria, ricordiamo che i contribuenti minimi sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili anche ai fini delle imposte sui redditi; non sono soggetti agli studi di settore e ai parametri; sono esenti dall'imposta sulle attività produttive (Irap) e, ça va sans dire, sono esonerati dall'obbligo della dichiarazione.
Ora il Fisco sta inviando (solo) mezzo milione di lettere allegando un depliant illustrativo per illustrare ai contribuenti potenzialmente interessati i mirabolanti vantaggi del nuovo regime. Inutile sottolineare che, come tutti coloro che si rivolgono ai potenziali «clienti», la cordiale missiva del Fisco pone l'accento sulle caratteristiche "particolarmente vantaggiose", indicando tra le stesse "l'esclusione dagli studi di settore". Viene messo a disposizione dei Contribuenti/Clienti addirittura un numero verde, manco si trattasse del lancio commerciale di un prodigioso detersivo che elimina ogni macchia. In realtà, si tratta di una vera e propria operazione di marketing assolutamente efficiente ed indolore per le tasche dei Contribuenti/Clienti, anche perché i relativi costi li paga sempre Pantalone. Lo sforzo comunicativo dell'amministrazione finanziaria, di per sé sarebbe anche apprezzabile, ma l'inciampo delle suadenti tecniche di vendita che puntano a coccolare i potenziali Clienti mal si addice a chi il Fisco non se lo può scegliere (anzi, lo subisce). E vediamole queste caratteristiche vantaggiose.

Trattamento di favore. I contribuenti minimi restano obbligati a conservare i documenti ricevuti ed emessi, e come abbiamo notato, al fine di evitare un possibile accertamento "random" faranno meglio a tenere le scritture contabili. Non si sa mai. Anche perché per andare incontro alle esigenze di questi Professionisti "minimi" la norma prevede che i soggetti che esercitano arti o professioni debbano, comunque, tenere uno o più conti correnti bancari o postali nei quali far confluire le somme riscosse nell'esercizio dell'attività e dai quali prelevare le somme occorrenti per il pagamento delle spese. Rimangono naturalmente confermate le stesse "agevolazioni" dei Professionisti ordinari sui limiti dei pagamenti ricevuti in contanti. Tuttavia, un particolare trattamento sanzionatorio aggravato si applicherà nelle ipotesi in cui sia stato accertato il venir meno dei requisiti per continuare ad beneficiare il regime, nonché in caso di infedele indicazione da parte dei contribuenti suddetti dei dati attestanti i requisiti e le condizioni di legge, che determinano la cessazione del regime. Prosit. Detto tra noi: le misure delle sanzioni minime e massime sono aumentate del 10%.

La convenienza. Probabilmente, salvo alcuni casi, la convenienza è solo di quei Contribuenti poco attenti all'incremento dei loro ricavi, ovvero coloro che li possono "governare". Dopo gli opportuni "chiarimenti" della circolare n. 07/2008 si può affermare, senza timori di smentita, che essere un contribuente in regime minimo è almeno complicato, quando se non poco conveniente o addirittura antieconomico. La prova? Non dobbiamo dimenticare che i beni strumentali hanno particolare impatto sulla disciplina, poiché non è consentito l'acquisto per importi superiori a 15 mila euro. Se poi pagate un canone d'affitto pari a 420 euro mensili, scordatevi di poter entrare nel regime favorevole dei contribuenti minimi, anche poiché tale valore, su base triennale, determina un importo pari a 15.120 euro (ossia superiore ai 15 mila euro). Così il Fisco ha fatto diventare beni strumentali anche gli affitti, con una circolare, alla faccia delle fonti del diritto.

Chi sono i Professionisti interessati? Per essere interessati a tale regime è necessario che il "Professionista" sia senza moglie e senza prole a carico: non single e senza eredi figli tout court, s'intende: basta che non pretenda le detrazioni del caso. Allo stesso modo, non avrà deduzioni per interessi su mutui o detrazioni del 36% o del 55% per eventuali ristrutturazioni. Certo, diventa oltremodo conveniente se ha altri redditi come dipendente o pensionato (e quindi che Professionista è?) oppure se ha un Studio di Settore "fortemente incongruo". Se per caso avevamo dubbi circa le categorie "a fatturato ridotto" agevolate dal provvedimento, li abbiamo definitivamente fugati.
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