Newsletter Confprofessioni N.8 - 23 febbraio 2009
   
 
L'OPINIONE
 
«ESSERCI PER CONTARE DI PIÙ»

Il 27 novembre si è insediata la nuova giunta che guiderà Confprofessioni per il prossimo quadriennio. Dalle prime dichiarazioni programmatiche dei nuovi membri emerge una prima linea programmatica: creare un sistema più forte e compatto per dare voce ai liberi professionisti e un laboratorio di idee e competenze per contribuire alla crescita del Paese.
Ecco come.


Ennio Bucci, delegato area Diritto e Giustizia
«Con l'entrata a regime del nuovo Contratto collettivo nazionale degli studi professionali e l'ampliamento degli enti bilaterali, assieme alla prospettiva di insediarne uno nuovo, Confprofessioni è chiamata a raggiungere una platea più vasta di professionisti e, quindi, a rivestire un ruolo di primo piano sui tavoli della concertazione a livello nazionale e locale. Si tratta di obiettivi di notevole respiro, che metteranno a dura prova la nuova giunta. Siamo di fronte a una svolta epocale per il sistema professionale italiano: le nuove regole del mercato hanno abbattuto privilegi e rendite di posizione, aprendo l'attività professionale al gioco della concorrenza. Si tratta di un processo (anche legislativo) irreversibile, che però deve garantire equilibrio e pari dignità tra le forze sociali del Paese».

Roberto Callioni, presidente ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani)
«Se mettessimo insieme tutti i dentisti italiani riusciremmo a riempire poco più della metà dello stadio di San Siro a Milano (senza distinguere tra milanisti e interisti.) Ma se tutti i professionisti fossero uniti potremmo occupare tutti gli stadi di calcio italiani. Uso spesso questa metafora per sostenere la necessità di un organo di rappresentanza, autorevole e unitario, della libera professione in Italia. Il quadro normativo e socio-politico che si è andato delineando in questi ultimi anni, dai decreti Bersani in poi, impone alle categorie intellettuali un salto di qualità. È arrivato il momento di scendere in campo, per tutelare i nostri diritti e per far valere le nostre legittime istanze, al pari delle altre forze economiche e sociali del Paese. Per queste ragioni il comparto sanitario ha avvertito la necessità di rafforzare la propria presenza in Confprofessioni. In una parola: contare di più».

Marco Natali, tesoriere
«Luigi Einaudi sosteneva che 'chi cerca rimedi economici a problemi economici è su una falsa strada. Il problema economico è l'aspetto e la conseguenza di un ampio problema spirituale e morale”. Gli eccessi della globalizzazione e la conseguente recessione economica hanno messo i Paesi occidentali di fronte a un bivio: proseguire lungo la strada del liberismo, lasciando al mercato (e al mercatismo) il compito di autoregolamentarsi; oppure cogliere le opportunità della crisi economica per ridefinire gli assetti di governo di un nuovo deal politico e sociale. La posta in gioco è altissima, anche in Italia, e tocca tutti i settori produttivi del Paese. L'attuale contesto economico dovrebbe prescindere dagli interessi di parte, ma così purtroppo non è. Il continuo richiamo degli effetti della crisi sull'economia reale si sta muovendo in un'unica direzione, verso l'industria e la finanza. Ma il sistema produttivo italiano non si basa esclusivamente su bulloni e farmaci o mattoni e automobili. Dietro i palazzi, le medicine, i mutui e le macchine c'è un'altra 'industria” che progetta, costruisce, ricerca, consiglia e sostiene la produzione. Sono i professionisti, coloro che detengono il sapere. Davanti al bivio della crisi il contributo che i professionisti possono e devono dare al Paese è fondamentale. Confprofessioni è pronta per la grande sfida: assumere quel ruolo 'politico” che spetta ai 'lavoratori della conoscenza”, non solo come 'trasmettitori” o 'intermediari” del know how, ma come veri attori e compartecipi del cambiamento e dello sviluppo del Paese».

Carlo Scotti, presidente ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e delegato area Sanità e Salute
«In questo quadriennio ci proponiamo di unire ulteriormente il comparto professionale e, in particolare, l'area sanitaria. Si tratta di un obiettivo impegnativo, che deve partire già all'interno di Confprofessioni. Siamo qui, infatti, per contribuire ad allargare il sistema della rappresentanza ad altre associazioni del comparto sanitario: farmacisti, biologi e altre figure chiave del sistema sanitario devono ancora essere coinvolte nel grande progetto Confprofessioni. Perché solo un sistema di rappresentanza forte e compatto potrà, infatti, affrontare le problematiche della sanità in Italia, a partire dall'educazione continua in medicina fino alla profonda divergenza che si sta creando tra il sistema pubblico e quello privato».

Roberto Tretti, delegato area Ambiente e Territorio
«Circa un anno fa, di questi tempi, usciva il primo numero della newsletter Il Libero Professionista. Abbiamo seguito passo passo l'evoluzione della riforma dei contratti, assistito alla caduta del governo Prodi, abbiamo elaborato il 'Patto per lo sviluppo”, il manifesto programmatico della Confprofessioni in vista delle elezioni politiche, abbiamo osservato i primi passi del governo Berlusconi e salutato con entusiasmo l'approvazione in sede legislativa di alcune nostre proposte. Ad ogni 'uscita” aumentava il numero dei nostri lettori. Abbiamo aggiornato i professionisti sull'attività di Confprofessioni: dall'attività del desk europeo alla vertenza per il rinnovo del Ccnl degli studi. E mentre in Italia si registrava una netta contrazione dei consumi, causata dalla riduzione del potere d'acquisto dei salari, siamo riusciti a siglare un innovativo Contratto per i dipendenti degli studi professionali che ha saputo commisurare le esigenze dei datori di lavoro con quelle dei dipendenti. Numero dopo numero abbiamo informato i professionisti sugli effetti dell'attuale crisi sugli studi e sui professionisti, presentando le nostre istanze alle Istituzioni. Crediamo di aver fatto un buon lavoro d'informazione e divulgazione, come conferma il costante aumento del numero di lettori della nostra newsletter. Ma non basta. Dobbiamo ancora completare il percorso che ci porta a quel senso di appartenenza del comparto, per affermare il primato delle professioni liberali nel quadro sociale e politico italiano, soprattutto nell'attuale contesto di crisi economica del Paese. È la prima sfida della nuova Giunta di Confprofessioni».
il LIBERO PROFESSIONISTA la rivista ONLINE di Confprofessioni