Newsletter Confprofessioni N.8 - 23 febbraio 2009
   
 
FONDOPROFESSIONI
 
INTERVISTA AL NEOPRESIDENTE MASSIMO MAGI
Votato all'unanimità dal consiglio di amministrazione lo scorso 20 gennaio, succede a Ezio Maria Reggiani. Medico di Medicina Generale in Castelfidardo e specialista in Neurologia, ricopre l'incarico di Segretario Generale Provinciale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) ad Ancona. Si occupa di formazione dei Medici di Famiglia.

Nel suo programma spazio alla bilateralità e al rapporto col territorio. In questo numero pubblichiamo il testo dell'intervista rilasciata di recente dal presidente di Fondoprofessioni al quotidiano Italia Oggi.

«Eredito un fondo in forte crescita, radicato in un settore, quello dei liberi professionisti, che sta cambiando ed è in forte sviluppo. Il mio compito sarà di continuare il buon lavoro fatto fin qui.
La formazione professionale è il primo vero antidoto contro questa crisi. Per questo Fondoprofessioni continuerà a scommettere su politiche che abbiano al centro la persona e le sue specifiche esigenze di formazione. L'unica formula vincente - prosegue Magi - è infatti quella di una formazione ancorata a obiettivi di sviluppo professionali condivisi e a bisogni formativi specifici del singolo».

Con 17 milioni di euro stanziati in soli quattro anni di attività Fondoprofessioni è già una realtà importante. Quanto può crescere ancora, quali sono le prospettive di sviluppo futuro?

«Le prospettive del comparto sono immense. Già oggi le libere professioni valgono il 12,5 percento del Pil, con poco meno di tre milioni di addetti, di cui un milione collaboratori degli studi. Come Fondoprofessioni intendiamo crescere ancora lungo due strade. La prima, innovando il sistema delle relazioni e sviluppare il modello bilaterale; la seconda, rafforzando il rapporto con i territori, sul modello di quanto sta facendo Confprofessioni in Sicilia».

Il ministro del welfare Maurizio Sacconi ha recentemente avanzato una proposta a vantaggio di chi ha perso il lavoro: un voucher di 1000 euro per ciascun lavoratore, di cui 500 da spendere per la formazione. Sacconi inoltre ha indicato altre due priorità: tagliare i corsi di formazione inutili e adottare un sistema di valutazione indipendente che superi la certificazione formale. Qual è la sua posizione a riguardo?

«È un'idea estremamente interessante, tanto che stiamo lavorando anche noi ad un'ipotesi simile. In linea generale, il meccanismo dei voucher formativi spendibili dal singolo lavoratore valorizza la persona e i suoi bisogni, secondo quanto dicevo poco fa; e consentirebbe inoltre un fenomeno virtuoso di competizione tra enti formativi, elevando la qualità complessiva dell'offerta del sistema, nell'interesse del singolo lavoratore. In questo contesto va da sé che gli enti inutili e inefficaci sono solo un ostacolo e come tale sono destinati a scomparire».

Fondoprofessioni ha aperto i corsi di formazione a collaboratori e tirocinanti, contribuendo alla crescita professionale dei "lavoratori atipici". Quali sono le altre novità introdotte dal bando 2009?

«Siamo prossimi alla definizione del bando. Ci stiamo lavorando secondo una pratica di concertazione in cui credo molto. Le linee guida del nuovo bando sono semplificazione delle procedure, introduzione del voucher, abolizione dei vincoli al finanziamento dei corsi: tutte iniziative che mirano alla qualità».

Una recente ricerca Ipsos per Fondoprofessioni ha rivelato che il settore degli studi professionali è il più attento alla formazione dei dipendenti: il 57% ha partecipato ad attività di formazione negli ultimi tre anni, contro il 41% dei lavoratori appartenenti agli altri comparti del terziario, percentuale che scende poi al 27% se si prende in considerazione il totale dei dipendenti privati in Italia, inclusa l'industria. Perché a suo avviso i professionisti sono primi in formazione? Come si può diffondere ulteriormente nel comparto una cultura "formativa"?

«È la prova che Fondoprofessioni ha colto un bisogno molto forte del settore, dandovi una risposta efficace e credibile. Credo che ora sia giunto il momento di un passo ulteriore. Non è più possibile, cioè, pensare alla libera professione come a un'area del terziario o del commercio. Noi abbiamo un'identità specifica che deve trovare la sua espressione compiuta a partire dagli enti e organismi di rappresentanza come appunto Fondoprofessioni».

Oltre al finanziamento di 7 milioni di euro previsto per il 2009, Fondoprofessioni adotterà particolari iniziative per sensibilizzare ulteriormente i titolari degli studi sul tema della formazione e per aumentare il numero di iscritti che ha raggiunto nel 2008 quota 150mila?

«Aumentare il numero degli iscritti è senza dubbio una priorità e per questo continueremo a lavorare. Le persone, siano esse i liberi professionisti o i loro collaboratori, devono essere sostenute attraverso una continua e capillare opera di informazione e motivazione verso una formazione professionale continua e di qualità. Perché la centralità della formazione non è un dato acquisito né è sempre esistito, ma una conquista».

Scarica l'intervista su ItaliaOggi:
IntervistaMagi.pdf
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