Otto anni. Giorno più giorno meno, sono passati otto anni e una legislatura e mezza per tornare al punto di partenza. In questo lungo periodo di tempo, i professionisti sono rimasti sempre nell'anticamera della politica, cercando di raccogliere le briciole che cadevano dai tavoli del governo e delle istituzioni. Appesi alle promesse o schiacciati dalle congiure di Palazzo.
Otto anni! Il governo Berlusconi ci aveva provato a dare dignità alla nostra categoria, promuovendo una riforma che, però, è stata affossata da interessi di parte e da logiche di partito che volavano sopra le nostre teste. Poi è arrivato il governo Prodi e sono ripresi i giri di valzer sul riassetto del sistema professionale: musica vecchia, lasciata ancora una volta sul piatto vuoto del confronto democratico, perché si stava apparecchiando tutt'altra pietanza per i professionisti. Sotto la bandiera della liberalizzazione e del dettato europeo sono arrivate le lenzuolate di Bersani che hanno stravolto l'assetto delle attività intellettuali, minando in alcuni casi il rapporto fiduciario che lega il professionista al suo cliente. E senza fare sconti a nessuno, nel campo della giustizia, come in quello dell'economia e della salute. Nessuno ha mosso un dito per affermare il sacrosanto principio che l'attività intellettuale non è al servizio del profitto.
Adesso, come otto anni fa, ci risiamo. I politici promettono, ci ascoltano e ci corteggiano. Noi non vogliamo farci insolentire, non vogliamo farci sentire e non vogliamo essere adulati: no, per i professionisti è arrivato il momento di «scendere in campo». Questi brevi appunti non vogliono essere un endorsement, l'appoggio incondizionato a destra o sinistra per rimanere nell'anticamera della «stanza dei bottoni», ma un atto concreto. Confprofessioni ha proposto un «Patto Costituente» alla classe politica che viene illustrato nei minimi dettagli nelle pagine di questo nuovo numero de Il Libero professionista. È una piattaforma di base che tocca da vicino le nostre quattro aree professionali (Ambiente e Territorio, Diritto e Giustizia, Economia e Lavoro, Sanità e Salute), sulle quali siamo pronti a metterci in gioco sullo stesso terreno della classe politica, presentandoci forti e compatti per far valere tutto il nostro peso «politico» in vista dell'appuntamento elettorale.
Dopo otto anni di nulla, ora più che mai i professionisti devono essere responsabili delle proprie scelte. Siamo cittadini, elettori, ma siamo anche lavoratori che campano sulla loro professione. Possiamo vivere meglio, possiamo vivere peggio, ma saremo sempre responsabili delle nostre scelte.
(Gaetano Stella, Presidente Confprofessioni) |